Aspettando gli assessori, potrebbe arrivare il presidente del consiglio comunale
Quaranta giorni senza un solo assessore, il campo largo arzanese e il sindaco Giuseppe Vitagliano restano impantanati nei diktat dei partiti e dei consiglieri eletti. Oltre alla scelta dei sei o sette assessori, sul tavolo del primo cittadino numerose richieste che cambiano di giorno in giorno, tra cui anche quella della carica del Presidente del Consiglio Comunale. Partiamo dalla fine: logica vorrebbe l’assegnazione e la riconferma di Daniela D’Angelo visto anche il successo di preferenze. L’ex presidente. all’epoca in quota a Le Nuove Generazioni, tentenna, anche per garantirsi un suo fedelissimo tra gli assessori. In fila, per la carica di presidente, ci sono altri pretendenti, si fanno i nomi di Luigi De Rosa per CambiAmo Arzano e Fabio Gallo del Movimento Cinquestelle, entrambi, visto il non esaltante risultato elettorale delle loro liste, perderebbero l’unico assessore a loro assegnato.
Intanto, è bagarre per la scelta dei sei-sette assessori.
Nel Partito Democratico la situazione più complicata: oltre alla presidenza del consiglio i Dem vorrebbero anche due assessori, per accontentare, ma solo in parte, le varie anime del partito di Elly Schlein. Si fanno i nomi di un consigliere comunale già ex assessore e di un fedelissimo della corrente D’Angelo. Due assessori anche per “Progetto Arzano” tra cui l’assessorato all’urbanistica, con un architetto lontano dalle dinamiche arzanesi e un avvocato scelto dal Sindaco. Le Nuove Generazioni, ridimensionati dal risultato elettorale, porterebbero a casa un solo assessore, per la prima volta la scelta cadrebbe su uno dei quattro eletti in consiglio comunale.
CambiAmo Arzano ha scelto da tempo il suo unico assessore, in bilico se arrivasse l’assegnazione della poltrona di presidente del consiglio comunale. Analogo discorso per il movimento Cinquestelle, con Gallo presidente del consiglio comunale perderebbee l’assessorato, che al momento potrebbe essere la prima dei non eletti nell’assise cittadina. Da segnalare il ricorso del candidato consigliere Pietro Maglione, secondo dei non eletti per pochissimi voti, che ha chiesto il riconteggio delle schede in alcune sezioni.
Gira e rigira il Manuale Cencelli nelle mani, il primo cittadino non riesce a trovare la quadra, colpa soprattutto dei partiti e di alcuni consiglieri comunali che scompigliano continuamente il tavolo.
I mugugni maggiori riguardano il grado di parentela di alcuni assessori, le scelte del Partito Democratico, il non radicamento sul territorio di qualche assessore. Per questi motivi e tanti altri, il neo sindaco potrebbe arrivare al primo consiglio comunale senza la sua squadra, ma potrebbe avere subito il nuovo presidente del consiglio comunale.